je suis handicapé....
je suis
handicapé....
Una mano che sfiora il velluto con lo sguardo basso, scaldata da una rara attenzione; un sorriso dall’accento strano che attraverso le lenti del gioco e della amicizia gli passano accanto. Lo stupore, l’affetto e l’attenzione avvolgono i disegni accompagnati dall’autorità di chi cammina nel “restare umani”: a volte lo sguardo è perso, altre vivace o sorridente, ma sempre intriso di questa umanità profonda.
Non toglietemi quell’abbraccio che non mi debilita nemmeno dopo tanti mesi passati chiusi in sé stessi: la mano si incontra e si stringe, come se la colla degli affetti fosse più forte di quella del cartone colorato.
Gli smile a volte rigano il viso e sciolgono il trucco e il sorriso e la gioia sono di quelli veri perché sorretti su dolori, sofferenze e fatica che lasciano la loro impronta su ognuno di noi per poi volare sui fogli.
Ci incamminiamo, mano nella mano, come se lo stupore non dovesse mai finire e non finirà, perché educato dalla verità. BIP! Una luce ed un suono si accendono e diventiamo la più bella opera d’arte che nessun pittore potrà mai dipingere: quegli occhi, quello sguardo penetrano molto più lontano della intellighenzia delle nostre maggioranze capaci solo di invidia e rancore.
Le note ci accompagnano, ci fanno danzare e volare in questi nuovi mondi dove si ascolta anche senza parlare e il vento dell’umanità accarezza quei capelli di oro lucente: ci lasciamo travolgere da questa musica per guardarci ancora di più nella profondità degli occhi, oltre i nostri limiti.
Poi entriamo dentro queste bolle giganti e ci facciamo accompagnare sopra le nuvole, nell’azzurro della meraviglia e come su un missile ci accomodiamo sul nostro posto affidandoci alla sicurezza del nostro capitano. Più in alto, più in su, sfioriamo i prati e gli alberi passando dentro al cerchio di fuoco, fino al ristoro di un abbraccio e al senso più profondo e vero del calore della tenerezza. In questo modo ogni bolla si moltiplica come per magia ed allora tutti possono partecipare al gioco e diventare a loro volta comandati di questo viaggio.
Trasportati da questo vento lo sguardo vola ancora più lontano della navicella e si perde fra stelle, emozioni e pensieri.
Ci vestiamo della maschera del sorriso ed un pizzicotto, invece di riportarci alla realtà fuori, ci fanno restare in questa degli abbracci e del peso colorato degli affetti.
Smile giallo, smile rosso, non importa che colore sei, basta che non mi allontani da dal calore di questo abbraccio e di questa carezza: contatto! E’ tutto qui quello che serve…. ci guarderemo, mano nella mano per camminare assieme su questo sentiero colorato per arrivare al bacio più grande del mondo: contatto! E’ tutto qui quello che serve….
Abracadabra, la magia è fatta, possiamo superare i nostri limiti ed i muri delle nostre monadi, moltiplicando la nostra forza e le nostre voci: non siamo più soli!..... non oggi…..
Ora lasciatemi appoggiare su questi affetti… je suis handicapé....
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