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Ti posso abbracciare?

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  Ti posso abbracciare? C’è un abbraccio profondo che dice “ci sono, ti vedo e ti accolgo, tu sei qui con me”. Non serve dir altro, nemmeno “perdono”, tra queste tue braccia io sono con te. È un corto circuito che abbatte ogni muro e senza più filtri l’essenza si parla, dentro il tuo petto ti senti sicuro e ancora di più vorresti abbracciarla. È voce muta, senza parole, abbandona i pensieri e arriva di dentro; proprio perché non chiede né vuole, il corpo lo sente e lo tiene al suo centro. Quando ci stringiamo e ci sentiamo davvero, l'anima è nuda, non la devi truccare E come una cura, un cuore sincero: Ti posso abbracciare? 21 gennaio 2026

Handala con il naso rosso

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Handala con il naso rosso Handala , il bambino che non cresce , fermo all’età dell’esilio, con i piedi nudi nella polvere in cerca del futuro. Si è voltato perché noi guardavamo altrove, per il tradimento stesso dei fratelli arabi. Resta con lo sguardo verso i corpi sotto le macerie, i soprusi dei coloni, le sofferenze e le morti dei bambini. Ma le mani dietro la schiena non sono una resa, sono radici, che cercano la speranza nei terreni più aride e inospitali. Sono il gesto antico del sumud , di fermezza che urla muta, resistenza che non interrompe il suo cammino. Un nodo silente per unire ciò che vorrebbero spezzare. Handala porta il nome amaro del frutto che morde la lingua e non chiede di essere addolcito. Come la vita a Gaza , come le notti senza elettricità, come l’infanzia interrotta, come i silenzi di fronte al genocidio Ma Handala crescerà se non gli volteremo le spalle se sapremo unirci contro l’ingiustizia e la sopraffazione. Allora ...

I piccoli giganti col naso rosso. Il peso e la leggerezza di un sorriso...un popolo che resiste.

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Alcune immagini e riflessioni dei clown di Gaza dalla interruzione della tregua unilaterale da parte del governo israeliano, la distruzione delle case, ospedali, scuole, gli spostamenti forzati verso il centro, verso il mare, verso il sud, il ritorno al nord e poi nuovamente verso il sud. Il tutto mentre ad Aloosh era nato il secondo figlio proprio un mese dopo il 7 ottobre. La vita nelle tende, la piccola maschera del naso rosso messa sopra la propria sofferenza e stanchezza per strappare un momento di spensieratezza e dei sorrisi ai bambini gazawi. A Aloosh, Maroosh e tutti gli altri amici clown di Gaza che avevamo incontrato e con cui avevamo lavorato a Gaza e che resistono spargendo sorrisi sopra il dolore e la distruzione. Attivate i sottotitoli per ascoltare la traduzione automatica dei momenti parlati in arabo. Attivate i sottotitoli per la traduzione automatica بعض الصور والتأملات من مهرّج غزة بعد انتهاك الحكومة الإسرائيلية للهدنة أحادية الجانب، وتدمير المنازل والمستشفيات والمد...

Don Alessandro Santoro, Il percorso della costruzione della pace

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Estratto dell’intervento di don Alessandro Santoro al convegno che si è tenuto a  Palazzo Vecchio, nella sala Firenze Capitale il 6 giugno 2025 : “ Medioriente senza armi nucleari ”, con la partecipazione di Emanuela Bavazzano, Oliver Turquet, Marco Caldiroli, Giorgio Ferrari, Flavio Del Santo.  Intanto vi dico che il mio sarà un intervento molto ‘a pelle’, non ho preparato niente di particolare se non cercare di passare dentro la testa alcune questioni che mi stavano un po' a cuore.   Provo un attimo a cercare di inquadrare tutto quello che per me dovrebbe essere la pace: mi sono domandato di come noi ci sentiamo rispetto a questa situazione che troviamo nel mondo e a come poter riuscire a sconfiggere questo senso di impotenza e debolezza, che a volte perlomeno io provo, rispetto a quello che il mondo ci propone.   Parto leggendo una cosa che ho ritrovato in alcune trasmissioni radiofoniche che faceva Ernesto Balducci dove lui racconta che l'uomo non è ancora un...

Suono per la vita che resiste... ora anche a Gaza

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  "Ho dimenticato il mio nome, le lettere e il senso, ho dimenticato le parole da cui solevo formare canzoni. Ho dimenticato la mia voce e la mia immagine, il mio posto. Ho dimenticato le fatiche del cammino, verso il cielo, verso l'uomo, verso la gloria di un tempo. Oh mondo, Yarmouk ti chiama, oh mondo, ascolta il suo lamento. I suoi figli muoiono di fame, e nessuno risponde al suo appello. I nostri giorni sono diventati notti, le nostre strade sono piene di morte. I bambini piangono per un pezzo di pane, e le madri non hanno più lacrime. Ma io suono ancora il mio pianoforte, suono per la vita che resiste. Suono per la speranza che non muore, suono per un'alba che deve arrivare. Yarmouk, ti dedico le mie note, perché la tua melodia non sia silenzio. Perché il mondo non dimentichi il tuo volto, perché la tua anima possa ancora volare". Aeham Ahmad
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  Giovedì 5 giugno 2025, alle ore 16, presso la Sala Affreschi di Palazzo del Pegaso a Firenze, si è svolto un incontro organizzato dal Gruppo Consiliare della Regione Toscana – Gruppo Misto Europa Verde, con la partecipazione in collegamento video di Sulariman Khatib e Moran Zamir del movimento israelo-palestinese Combattenti per la Pace . L’occasione è stata la presentazione dell’omonimo libro, sottotitolato “Palestinesi e israeliani insieme per la liberazione collettiva” , edito da Multimage. L’incontro, coordinato da Silvia Noferi, Consigliera regionale di Europa Verde, ha visto gli interventi di Olivier Turquet (Direttore editoriale Multimage), Eros Tetti (Coportavoce di Europa Verde Toscana) e del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. È stata l’occasione per ripercorrere la storia di questa significativa esperienza di attivismo pacifista, nata vent’anni fa da ex-combattenti israeliani e palestinesi che oggi lavorano insieme per costruire una cultura del dialogo...

"Dobbiamo radere al suolo Gaza".

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"Non so dove e quando stai leggendo questo. Scrivo da casa mia a Jaffa, in Israele; è il 9 aprile 2025, sono le 13:00. Per anni e anni abbiamo detto "dobbiamo radere al suolo Gaza". Ebbene, Gaza ora è rasa al suolo. Ma non perché ne avessimo bisogno, ma perché lo volevamo. Volevamo radere al suolo Gaza e l'abbiamo fatto. L'abbiamo fatto tra gli applausi scroscianti.  La nazione si è riempita di grida di vittoria per ogni casa distrutta e ogni famiglia cancellata. Diciamo di averlo fatto a causa del massacro del 7 ottobre 2023, per salvare gli ostaggi presi quel giorno o per assicurarci che un massacro simile non si ripetesse mai più. Non so quale storia prevarrà come spiegazione accettata per la distruzione di Gaza in futuro, ma queste sono bugie. L'abbiamo fatto perché lo volevamo. Abbiamo annientato un'intera regione. In questo momento, non si sa cosa ne sarà dei suoi oltre due milioni di abitanti. Ne abbiamo già uccisi almeno cinquantamila,...

Il presepe di Gaza Natale 2024

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Quest'anno il presepe, anziché a Betlemme lo troviamo a Gaza. La stella cometa che illumina il cielo non è una sola, ce ne sono tante e dovrebbe come allora illuminare il nostro cammino per indicarci la direzione della verità, della sofferenza degli ultimi, dei dimenticati... I Re magi non possono entrare e a noi non dispiace essere distratti dai nostri acquisti, divertimenti, tavole imbandite, mentre oltre 45.000 persone muoiono ingabbiate in un fazzoletto di terra, oltre 15.000 bambini sono già morti, migliaia mutilati, senza cibo, acqua, medicine, una casa.... Questo è il presepe che avrei voluto vedere rappresentato nelle nostre città.  Un pensiero e un abbraccio alla forza dei miei amici e di tutti coloro che a Gaza e in tutti i luoghi dove oggi c'è sofferenza sanno strappare un sorriso e donare un momento di  leggerezza e di buoni pensieri. Buon Natale, عيد ميلاد مجيد, Kirîstmas piroz be, Merry Christmas, З Калядамі, Joyeux noël, Feliz Natal, शुभ...

Il cielo di Gaza

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Perdonate questa condivisione, ma quando incontro queste "tracce" e testimonianze degli amici gazawi e palestinesi con cui abbiamo lavorato assieme per me non ci è facile elaborare il misto di rabbia, emozione, commozione. Così provo a elaborarle condividendola.   Questo è علاء مقداد (Alloush), uno dei clown con cui abbiamo lavorato nell'Ospedale che non c'è più, perché distrutto per stanare i "terroristi". La sua altezza ne fa un grande uomo, la sua forza ne fa un gigante. Ad Alloush è nato un figlio un mese dopo il 7 ottobre, costretto a scappare al sud, al sud, al sud... al sud, fino a dove il sud non c'è più e si arriva al muro del mare.  Questo è quello che scrive oggi con lo sguardo rivolto al cielo dopo che avrà cercato di prendersi cura dei suo figli, della sua famiglia e strappare un sorriso ai bambini che cercano di sopravvivere in mezzo alle "nostre macerie umane". Noi nel frattempo vivremo le nostre ansie in mezzo alle lucine lampeg...

"Minus est gravis Appia tardis"

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 “ Minus est gravis Appia tardis ": in pratica la vita è meno pesante per chi la percorre in gruppo e con lentezza. Questo è un po' il senso di questi giorni che ci ha reso più sopportabili anche i 3 giorni di pioggia, che ci ha visti godere del paesaggio, del cibo e della compagnia, dell'aiuto reciproco nei momenti di difficoltà. "Se vuoi andare veloce corri da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno". (Sergio Mattarella)  1 maggio 2024: Castel Gandolfo - Latina 2 maggio: Latina, Terracina, Fondi 3 maggio: Fondi, Itri, Formia, Mondragone 4 maggio: Mondragone, Capua, Casertavecchia 5 maggio: Casertavecchia, Benevento “L’abbiamo ricoperta di tangenziali, parcheggi, supermercati, campi da arare, cave, acciaierie, sbarrata con cancelli, camuffata con cento altri nomi, presa talvolta a picconate peggio dell’Isis. Abbiamo lasciato che quattro quinti dei monumenti del tratto romano finissero in mano ai privati. Ma lei resisteva, testardamente. Si ostinava ...