Handala con il naso rosso
Handala con il naso rosso Handala , il bambino che non cresce , fermo all’età dell’esilio, con i piedi nudi nella polvere in cerca del futuro. Si è voltato perché noi guardavamo altrove, per il tradimento stesso dei fratelli arabi. Resta con lo sguardo verso i corpi sotto le macerie, i soprusi dei coloni, le sofferenze e le morti dei bambini. Ma le mani dietro la schiena non sono una resa, sono radici, che cercano la speranza nei terreni più aride e inospitali. Sono il gesto antico del sumud , di fermezza che urla muta, resistenza che non interrompe il suo cammino. Un nodo silente per unire ciò che vorrebbero spezzare. Handala porta il nome amaro del frutto che morde la lingua e non chiede di essere addolcito. Come la vita a Gaza , come le notti senza elettricità, come l’infanzia interrotta, come i silenzi di fronte al genocidio Ma Handala crescerà se non gli volteremo le spalle se sapremo unirci contro l’ingiustizia e la sopraffazione. Allora ...