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I piccoli giganti col naso rosso. Il peso e la leggerezza di un sorriso...un popolo che resiste.

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Alcune immagini e riflessioni dei clown di Gaza dalla interruzione della tregua unilaterale da parte del governo israeliano, la distruzione delle case, ospedali, scuole, gli spostamenti forzati verso il centro, verso il mare, verso il sud, il ritorno al nord e poi nuovamente verso il sud. Il tutto mentre ad Aloosh era nato il secondo figlio proprio un mese dopo il 7 ottobre. La vita nelle tende, la piccola maschera del naso rosso messa sopra la propria sofferenza e stanchezza per strappare un momento di spensieratezza e dei sorrisi ai bambini gazawi. A Aloosh, Maroosh e tutti gli altri amici clown di Gaza che avevamo incontrato e con cui avevamo lavorato a Gaza e che resistono spargendo sorrisi sopra il dolore e la distruzione. Attivate i sottotitoli per ascoltare la traduzione automatica dei momenti parlati in arabo. Attivate i sottotitoli per la traduzione automatica بعض الصور والتأملات من مهرّج غزة بعد انتهاك الحكومة الإسرائيلية للهدنة أحادية الجانب، وتدمير المنازل والمستشفيات والمد...

Don Alessandro Santoro, Il percorso della costruzione della pace

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Estratto dell’intervento di don Alessandro Santoro al convegno che si è tenuto a  Palazzo Vecchio, nella sala Firenze Capitale il 6 giugno 2025 : “ Medioriente senza armi nucleari ”, con la partecipazione di Emanuela Bavazzano, Oliver Turquet, Marco Caldiroli, Giorgio Ferrari, Flavio Del Santo.  Intanto vi dico che il mio sarà un intervento molto ‘a pelle’, non ho preparato niente di particolare se non cercare di passare dentro la testa alcune questioni che mi stavano un po' a cuore.   Provo un attimo a cercare di inquadrare tutto quello che per me dovrebbe essere la pace: mi sono domandato di come noi ci sentiamo rispetto a questa situazione che troviamo nel mondo e a come poter riuscire a sconfiggere questo senso di impotenza e debolezza, che a volte perlomeno io provo, rispetto a quello che il mondo ci propone.   Parto leggendo una cosa che ho ritrovato in alcune trasmissioni radiofoniche che faceva Ernesto Balducci dove lui racconta che l'uomo non è ancora un...

Suono per la vita che resiste... ora anche a Gaza

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  "Ho dimenticato il mio nome, le lettere e il senso, ho dimenticato le parole da cui solevo formare canzoni. Ho dimenticato la mia voce e la mia immagine, il mio posto. Ho dimenticato le fatiche del cammino, verso il cielo, verso l'uomo, verso la gloria di un tempo. Oh mondo, Yarmouk ti chiama, oh mondo, ascolta il suo lamento. I suoi figli muoiono di fame, e nessuno risponde al suo appello. I nostri giorni sono diventati notti, le nostre strade sono piene di morte. I bambini piangono per un pezzo di pane, e le madri non hanno più lacrime. Ma io suono ancora il mio pianoforte, suono per la vita che resiste. Suono per la speranza che non muore, suono per un'alba che deve arrivare. Yarmouk, ti dedico le mie note, perché la tua melodia non sia silenzio. Perché il mondo non dimentichi il tuo volto, perché la tua anima possa ancora volare". Aeham Ahmad
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  Giovedì 5 giugno 2025, alle ore 16, presso la Sala Affreschi di Palazzo del Pegaso a Firenze, si è svolto un incontro organizzato dal Gruppo Consiliare della Regione Toscana – Gruppo Misto Europa Verde, con la partecipazione in collegamento video di Sulariman Khatib e Moran Zamir del movimento israelo-palestinese Combattenti per la Pace . L’occasione è stata la presentazione dell’omonimo libro, sottotitolato “Palestinesi e israeliani insieme per la liberazione collettiva” , edito da Multimage. L’incontro, coordinato da Silvia Noferi, Consigliera regionale di Europa Verde, ha visto gli interventi di Olivier Turquet (Direttore editoriale Multimage), Eros Tetti (Coportavoce di Europa Verde Toscana) e del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. È stata l’occasione per ripercorrere la storia di questa significativa esperienza di attivismo pacifista, nata vent’anni fa da ex-combattenti israeliani e palestinesi che oggi lavorano insieme per costruire una cultura del dialogo...

"Dobbiamo radere al suolo Gaza".

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"Non so dove e quando stai leggendo questo. Scrivo da casa mia a Jaffa, in Israele; è il 9 aprile 2025, sono le 13:00. Per anni e anni abbiamo detto "dobbiamo radere al suolo Gaza". Ebbene, Gaza ora è rasa al suolo. Ma non perché ne avessimo bisogno, ma perché lo volevamo. Volevamo radere al suolo Gaza e l'abbiamo fatto. L'abbiamo fatto tra gli applausi scroscianti.  La nazione si è riempita di grida di vittoria per ogni casa distrutta e ogni famiglia cancellata. Diciamo di averlo fatto a causa del massacro del 7 ottobre 2023, per salvare gli ostaggi presi quel giorno o per assicurarci che un massacro simile non si ripetesse mai più. Non so quale storia prevarrà come spiegazione accettata per la distruzione di Gaza in futuro, ma queste sono bugie. L'abbiamo fatto perché lo volevamo. Abbiamo annientato un'intera regione. In questo momento, non si sa cosa ne sarà dei suoi oltre due milioni di abitanti. Ne abbiamo già uccisi almeno cinquantamila,...

Il presepe di Gaza Natale 2024

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Quest'anno il presepe, anziché a Betlemme lo troviamo a Gaza. La stella cometa che illumina il cielo non è una sola, ce ne sono tante e dovrebbe come allora illuminare il nostro cammino per indicarci la direzione della verità, della sofferenza degli ultimi, dei dimenticati... I Re magi non possono entrare e a noi non dispiace essere distratti dai nostri acquisti, divertimenti, tavole imbandite, mentre oltre 45.000 persone muoiono ingabbiate in un fazzoletto di terra, oltre 15.000 bambini sono già morti, migliaia mutilati, senza cibo, acqua, medicine, una casa.... Questo è il presepe che avrei voluto vedere rappresentato nelle nostre città.  Un pensiero e un abbraccio alla forza dei miei amici e di tutti coloro che a Gaza e in tutti i luoghi dove oggi c'è sofferenza sanno strappare un sorriso e donare un momento di  leggerezza e di buoni pensieri. Buon Natale, عيد ميلاد مجيد, Kirîstmas piroz be, Merry Christmas, З Калядамі, Joyeux noël, Feliz Natal, शुभ...

Il cielo di Gaza

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Perdonate questa condivisione, ma quando incontro queste "tracce" e testimonianze degli amici gazawi e palestinesi con cui abbiamo lavorato assieme per me non ci è facile elaborare il misto di rabbia, emozione, commozione. Così provo a elaborarle condividendola.   Questo è علاء مقداد (Alloush), uno dei clown con cui abbiamo lavorato nell'Ospedale che non c'è più, perché distrutto per stanare i "terroristi". La sua altezza ne fa un grande uomo, la sua forza ne fa un gigante. Ad Alloush è nato un figlio un mese dopo il 7 ottobre, costretto a scappare al sud, al sud, al sud... al sud, fino a dove il sud non c'è più e si arriva al muro del mare.  Questo è quello che scrive oggi con lo sguardo rivolto al cielo dopo che avrà cercato di prendersi cura dei suo figli, della sua famiglia e strappare un sorriso ai bambini che cercano di sopravvivere in mezzo alle "nostre macerie umane". Noi nel frattempo vivremo le nostre ansie in mezzo alle lucine lampeg...

"Minus est gravis Appia tardis"

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 “ Minus est gravis Appia tardis ": in pratica la vita è meno pesante per chi la percorre in gruppo e con lentezza. Questo è un po' il senso di questi giorni che ci ha reso più sopportabili anche i 3 giorni di pioggia, che ci ha visti godere del paesaggio, del cibo e della compagnia, dell'aiuto reciproco nei momenti di difficoltà. "Se vuoi andare veloce corri da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno". (Sergio Mattarella)  1 maggio 2024: Castel Gandolfo - Latina 2 maggio: Latina, Terracina, Fondi 3 maggio: Fondi, Itri, Formia, Mondragone 4 maggio: Mondragone, Capua, Casertavecchia 5 maggio: Casertavecchia, Benevento “L’abbiamo ricoperta di tangenziali, parcheggi, supermercati, campi da arare, cave, acciaierie, sbarrata con cancelli, camuffata con cento altri nomi, presa talvolta a picconate peggio dell’Isis. Abbiamo lasciato che quattro quinti dei monumenti del tratto romano finissero in mano ai privati. Ma lei resisteva, testardamente. Si ostinava ...

Torniamo Umani

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  Vik, Vittorio Arrigoni  ha lottato per la pace e la giustizia, contro  quella che già allora veniva inquadrata come la  pulizia etnica dello Stato di Israele nei confronti della popolazione araba palestinese. Ha lottato fino a dare la vita per il suo sogno di pace. Da allora molte cose sono cambiate e, purtroppo, peggiorate. Il processo di sottomissione - annientamento dei palestinesi è andato avanti, i venti di guerra, spinti anche dal business degli armamenti hanno iniziato a soffiare più forte e sempre più vicini anche all'Europa. La causa del popolo palestinese, così come quella del popoli saharawi e curdi,…  è iniziata a passare in silenzio e in molti casi ad essere tradite da chi in realtà avrebbe dovuto lavorare per difendere i i loro diritti. Noi abbiamo ancora presente nella nostra mente e nel nostro cuore l’invito di Vittorio, " RESTIAMO UMANI "! Ecco, oggi questo invito e questo grido devono essere rinnovati con ancora più forza per rompere il silen...

Marco Carrai, console onorario di Israele non può essere Presidente della fondazione Meyer

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Marco Carrai, console onorario di Israele non può essere Presidente della fondazione Meyer     Il Codice etico della Fondazione Meyer prevede alla voce Rispetto delle persone e dei bambini che la fondazione non tollera nella maniere più assoluta violazioni dei diritti umani poiché opera nell’ambito del riferimento della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite e in particolar modo della convenzione internazionale ONU sui diritti dell’infanzia. Link alla petizione  Il console di Israele, Marco Carrai, che non ha speso una parola contro questa feroce aggressione, collettiva e indiscriminata,  né contro il massacro di bambini in corso a Gaza non può essere ragionevolmente il presidente della Fondazione dell’ospedale pediatrico Meyer.  Tutti i bambini hanno diritto alle cure e all’istruzione. Anche i bambini palestinesi.

La guerra, le manifestazioni, il seme....

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  Prendo spunto da alcuni pensieri condivisi con un amico con cui condividiamo passioni simili e che ad alcune riflessioni contrappone un tanto   “ non serve a niente ”, “ ci laviamo solo le coscienze ” per rispondere: Non ho una soluzione e una risposta precisa da dargli. Ho “delle risposte” che non risolveranno da sole la questione e le questioni che pone. Ma come nel caso del colibrì che porta una goccia d’acqua per fermare l’incendio nel bosco, da solo non risolve il problema, ma fa da esempio per tutti gli altri animali che tutti assieme alla fine fermano l’incendio. E’ una storia utopica, forse, ma solo finché non viene seguita dalla maggioranza. Personalmente rimango comunque vicino al pensiero gramsciano, mi guida il PESSIMISMO DELLA RAGIONE E L’OTTIMISMO DELLA VOLONTA’ . Più che incazzato sono avvilito, sono INDIGNATO , per quello che succede e per quello che permettiamo succeda grazie anche al nostro silenzio. La verità di fondo è che siamo “bolliti”, ci siamo...

Fiaccolata per la pace, Firenze 23 ottobre 2023

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 Siamo un gruppo di persone, di diverse età e provenienze, che ogni anno percorre in cammino sulle montagne italiane un tragitto tra Monte Sole e S. Anna di Stazzema, i due luoghi teatro di terribili stragi nazifasciste, due capitali morali del nostro paese. Il nostro gruppo di chiama In cammino per la Pace e il Disarmo, e i nostri incontri con i sopravvissuti ai massacri e con i partigiani che combatterono contro i nazifascisti hanno formato la nostra coscienza di pacifisti. La memoria di quello che è stato e la coscienza dell'orrore della guerra ci spingono a mettere la Pace come valore fondante delle nostre azioni, e a rifiutare ogni forma di violenza, da qualunque parte venga, come negazione di giustizia e strumento di oppressione delle persone.  Camminatori e Camminatrici per la Pace e il Disarmo Questo video riporta alcuni momenti della importante e bella iniziativa promossa dall'abate don Bernardo che, sui passi di La Pira, ha cercato di dare un un segno di nuovo umanes...

La poesia e la follia del seme

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  Quanta verità, sofferenza, poesia c’è nella follia… e poi quale follia? Quella che preferisce stare in code chilometriche per uno spritz al mare? Quella dei debiti ai centri commerciali o per l’acquisto di una macchina più grossa? Quella dei corpi di uomini, donne e bambini morti in mare perché non sono tornati a casa loro nei lager, nelle miniere sfruttate da mondo “democratico” e giusto? Quella delle guerre che tutto distruggono compreso la capacità di stringere la mano ad un altro essere umano? Quella di un giovane corpo deturpato dalla chirurgia plastica? Quella di una donna ammazzata e fatta a pezzi perché non ha accettato il possesso da parte di un uomo? Quella delle persone che muoiono di fame mentre altre gettano il cibo comprato in eccesso per poi sottoporsi a diete e farmaci? Quella in cui ogni strumento non è ormai un mezzo per fare qualcosa e migliorare la propria vita e quella degli altri, ma un fine in sé e per sé, per “sedare” cuori e menti? Quella, … Quella, …. Qu...

Le pievi chiuse

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Da qualche anno ho la fortuna (ed anche la buona volontà) di fare giri in bicicletta ed a piedi e fra le cose che incontro e mi sorprendono (in negativo) è trovare sempre di più le chiese e le pievi chiuse, aperte al massimo per il rito della messa. Detto che capisco il problema della sicurezza e del vandalismo credo sia molto negativo ed un pessimo segno. La chiesa è (o dovrebbe essere) di per se luogo di incontro, di Comunione, di preghiera, di meditazione... se è chiusa che senso ha? Questo in realtà vale per molti altri luoghi, i circoli, i posti di lavoro, i giardini, gli spazi sportivi... dovrebbero essere luoghi di incontro, accoglienza, di socialità, di confronto... e invece le difficoltà economiche, amministrative-burocratiche, organizzative, la crisi del volontariato vero, mettono sempre più in crisi questi luoghi. Dipende "dal sistema", ma dipende in gran parte da ognuno di noi, dalle scelte di chiusura e individualismo che negli ultimi decenni si sono accentuate f...

Cassia Vetus con gli Amici della bicicletta di Siena

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Ciclo escursione dal 31 maggio al 4 giugno organizzata da FIAB Siena Amici della Bicicletta. Un viaggio in bicicletta con bagagli al seguito da Roma/Formello a Firenze lungo il tracciato della consolare Cassia Vetus. sono state toccate le città di Sutri, Viterbo, Bolsena, Orvieto, Chiusi, Arezzo e Fiesole per arrivare infine a Firenze dove la consolare terminava, prima della realizzazione dell’ultimo tratto fino alla colonia romana di Luni (fine del II secolo a Ciclo escursione.). Sono stati attraversati i territori dell’Etruria interna, le valli del Tevere, del Clanis e dell’Arno percorrendo i tratti unici di basolato e visitando siti archeologici e oasi naturalistiche. Prima tappa Seconda tappa Terza tappa Quarta tappa Quinta tappa

Mi basta la mano....

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 Abbiamo tutto, ci avanza, lo sprechiamo e inquiniamo. Vogliamo avere sempre di più invece di essere qualcosa, consumiamo tutto il nostro tempo per un lavoro che ci permetta di guadagnare quanto necessario per garantirci tutto questo comprese le vacanze sulle spiagge dove poi lamentarci della confusione, oppure invochiamo spazi nella natura dove poi non sappiamo restare in silenzio con noi stessi: non sappiamo più sorridere, siamo sempre scontenti, aggressivi, viviamo la vita reale come la finzione e le schermaglie dei social. Ci fa paura il diverso, il disagio, "tanto poi mi imbrogliano e così mi inguaio per nulla". Preferiamo restare nelle nostre stanze quotidiane, nelle nostre "monadi" che non comunicano fra loro, nella realtà virtuale dei reel, emoticons, dove possiamo travestirci da belli, bravi e impegnati, invece di sporcarci le mani con il mondo reale e cercare di cambiare in primis il nostro. Poi andiamo dove le persone e i bambini non hanno nulla, manca ...